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21 aprile 2017
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Mercato di Testaccio: appuntamento da non perdere!

Il Mercato di Testaccio è un luogo quasi magico, che andrebbe assolutamente inserito nel tour delle “bellezze romane”.
Aperto nei confronti della cultura e del divertimento, è diventato scenario di eventi dedicati allo showcooking, degustazioni,  laboratori didattici, visite archeologiche, dj-set e concerti!
Non manca davvero nulla! Qui è possibile incontrare chef stellati e sommelier, ascoltare della buona musica e godersi in primis l’anima autentica della cultura romana.
Il cibo? Assolutamente da non perdere! Dai tonnarelli di Le Mani in Pasta ai panini con l’allesso alla picchiapò di Mordi e Vai (box n. 15), si ritrova tutta la romanità di un tempo.
Non mancano, ovviamente, novità assolute nel campo del gourmet…
Per i salutisti e i vegetariani, ad esempio c’è Zoè, “un’osteria vegetariana a metro 0”: insalate, estratti di frutta e verdura, macedonie, panini ripieni, farro e cereali.
E poi, assolutamente da non perdere c’è Cups, l’ultimo progetto dell’amatissima Cristina Bowerman, presso il banco di Romeo.

7 aprile 2017
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Le migliori gelaterie delle Capitale

Sicuramente il tempo pazzerello della primavera romana 2017 non attenua la voglia d’estate di tutti e con questa anche la voglia del maggior simbolo di refrigerio nel mondo: IL GELATO!

È facile trovare una gelateria a Roma: negli ultimi due anni il numero delle gelaterie a Roma è aumentato del 15%, oramai ci sono circa 2.100 punti vendita nella Capitale, il difficile è trovare la migliore. È quello che tenteremo di fare in quest’articolo, ricapitolando le 10 migliori gelaterie della capitale secondo Ai Senatori

 10. ICarusO
Come dei veri artigiani da “ICarusO” si parte dalla scelta accurata delle materie prime che acquisiscono valore nella successiva lavorazione.Piccola gelateria da asporto specializzata nelle creme e gusti tradizionali come il pistacchio, lo zabaione o il biscotto, per citarne solo alcuni. Eccezionale la panna allo zabaione.

Via Collina 13, Roma. Tel. 06 42016420

9. Il Gelatario
Gelato artigianale al 100%, i gusti frutta dipendono dalle stagioni. Ingredienti selezionati, per gli amanti dell’amarena da non perdere il croccantino all’amarena. Laboratorio a vista, locale molto pulito. Personale gentilissimo e disponibile. Altro da aggiungere!?

Via Tuscolana 325, Roma. Tel. 067834672

8. Fattori
Attaccata all’Università La Sapienza troviamo la seconda sede di Fattori la prima ubicata al Pigneto, degno di nota il Cannolo siciliano, un’esplosione di sapore che ricordano l’isola più grande del mar Mediterraneo, spostandoci in oriente è da provare anche la crema orientale (cardamomo, acqua di rose, zafferano, zenzero, pistacchi e mandorle). Ultimo ma non per importanza il cono di biscotto, strepitoso.

Viale Ippocrate, 114 Roma. Tel. 06.446 6186
Via Alberto da Giussano, 80. Roma.

7. Al settimo gelo
Il gelato si sa…è arte! E fare il gelato con queste caratteristiche non è da tutti! A metà tra la tradizione e l’innovazione, con i sapori autentici degli ingredienti utilizzati, Non è solo buono, è anche originale, perché di gusti veramente nuovi ce ne sono tanti. Consigliatissima la mandorla di Avola e il Fico, e avviso: questa gelateria crea dipendenza!

Via Vodice 8, Roma. Tel. 06 372 5567
Via Aurelia 452, Roma. Tel. 06 6632379

6. Come il latte
Particolarità indiscussa della gelateria “Come il latte” è che il gelato viene servito ad una temperatura più alta del solito, in modo da distinguere chiaramente i sapori, scelta che dà pienamente i suoi frutti.

Via Silvio Spaventa  24/26, Roma. Tel. 06.42903882

5. La gourmandise
Questa piccola gelateria si trova nel cuore di Monteverde vecchio, precisamente in Via Cavallotti e offre una selezione di gusti davvero molto particolari preparati con prodotti di qualità e frutta di stagione. Scordatevi gusti come la crema classica, la stracciatella e la fragole sarà più facile imbattersi nella ricotta al ribes nero, fico settembrino, cioccolato al latte con sbriciolata di cioccolato amaro e sale, crema al timo e limone e molti altri.
Qui non proverete un gelato qualsiasi, ma degusterete una vera e propria opera d’arte, un piacere per i sensi.

Via F. Cavallotti, 36/b, Roma. Tel. 377 4116621

4. San Crispino
Il gelato di San Crispino è sempre stato un gelato di alta qualità, con prezzo conseguentemente superiore alla media. Quello che colpisce di più è il confronto con altre gelaterie, la freschezza dei prodotti si sente sempre a differenza di altre gelaterie più o meno di moda negli ultimi anni in città. L’offerta è effettivamente particolare ma sempre curata e contenuta per quanto riguarda la sperimentazione, non troverete mai pasticci gastronomici.

Piazza della Maddalena 3, Roma. Tel. 06 6889 1310
Via Acaia 56, Roma. Tel. 06 70450412
Via della Panetteria 42, Roma. Tel. 066793924

3. Fata Morgana
Maria Agnese Spagnuolo in arte FataMorgana vuole creare accostamenti unici nella loro naturalezza e semplicità. I gusti ricordano pozioni magiche: pere alla bella helene, baklava (dessert turco) banana con croccantino al sesamo e panacea (ginseng, menta e latte di mandorle).Da non perdere il gusto venere rosa, assaggiate e fateci sapere.

Via Laurina 10, Roma. Tel. 0632652238
Via Lago di Lesina, 9 Roma.
Via Giovanni Bettolo, 7 Roma.
Piazza degli Zingari, 5 Roma.
Via Aosta, 3 Roma.
Via Tiburtina, 567 Roma.
Via Roma libera, 10 Roma.

2. Neve di latte
Nelle immediate vicinanze del Museo Maxi di arte moderna di Roma questa gelateria offre gusti particolari assemblati con materie prime di grande qualità certificati nella provenienza dai luoghi caratteristici di produzione quali mandorle, nocciole, pistacchi ed agrumi. Perfettamente in linea con la tradizione gelatiera italiana.

Via Luigi Poletti 6, Roma. Tel. 06 320 8485

1. Otaleg
Il gradino più alto del podio è meritatamente occupato dalla gelateria di Marco Radicioni.
Secondo la nostra lista Otaleg è il GELATO, inteso non tanto come cibo, ma come l’esperienza assoluta e definitiva del gelato. Non stiamo parlando di prodotti gourmet, dunque modaioli, Otaleg è la ricerca e la sperimentazione. Otaleg sprigiona la memoria dei gusti, in tal senso possiamo parlare di sensazioni e sinestesie. Tutto questo lavoro appassionato da parte di Marco Radicioni e il suo staff punta esclusivamente ad un prodotto vero e sincero, partendo innanzitutto dalla materia prima di altissima qualità. Otaleg è il gelato migliore della Capitale e questo lo scopri non solo mangiandolo, ma arrivando a conoscere cosa ci sta dietro quel cono… un mondo tutto da scoprire.

Viale dei Colli portuensi 594, Roma. Tel. 3386515450



Fuori classifica ma che merita una menzione speciale la gelateria vegana Olive Dolci:
Una gelateria come tutte le altre ma con una curiosa e innovativa particolarità nella costruzione del gelato senza utilizzo di materie derivanti da animali, quindi senza latte, burro etc. La base è l’olio di oliva, acqua e . . . l’estratto del gusto scelto. Risultato tanto gusto e tanta, tanta leggerezza nel gelato che non fa male a nessuno.

17 marzo 2017
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Pasqua a Roma: cosa vedere!

Siete a Roma per il weekend di Pasqua? Avete tante idee ma confuse?
Ecco qualche consiglio per organizzarvi al meglio la domenica ed il lunedì!

A parte le mostre ed i luoghi più noti come San Pietro, Piazza di Spagna, Fontana di Trevi e Colosseo,
la Città Eterna riserva sempre tantissime sorprese!

Potrete visitare ad esempio luoghi meno conosciuti come la Casina delle Civette, un castello liberty e surreale a Villa Torlonia.
Ma non solo… Se non siete mai stati nella Garbatella storica, non potete assolutamente perdervela!
Altrettanto famoso è il Quartiere Coppedè, noto come “la piccola Londra di Roma”, un grande esperimento artistico che fonde Liberty, Art Decò, Gotico e stile medievale.

Se poi avete voglia di concedervi una gita fuori porta, allora recatevi nel meraviglioso Giardino di Ninfa, che si estende  intorno e dentro affascinanti rovine di una piccola città agricola nata sotto l’Impero Romano.

13 gennaio 2017
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Mostra Architettura Invisibile – Ingresso gratuito

Se siete a Roma, tra il 19 gennaio ed il 26 marzo, non potete assolutamente perdere la mostra “Architettura invisibile: Un’analisi dei movimenti degli architetti Italiani e Giapponesi degli anni ’60 e ’70 e dibattito contemporane”, in esposizione al Museo Carlo Bilotti, a Roma.
Si tratta di un percorso inedito, organizzato dalla Fondazione Italia Giappone e promossa da Roma Capitale, che conduce il pubblico attraverso le avanguardie architettoniche giapponesi ed italiane degli anni Sessanta e Settanta.
La mostra, curata da Rita Elvira Adamo, fa parte del programma delle celebrazioni per il 150° anniversario delle relazioni tra Giappone e Italia.
L’esposizione si divide in tre parti e porta in superficie tutte le differenze, le similitudini e i punti di contatto tra architettura giapponese e quella italiana che, seppur in contesti molto diversi, hanno seguito percorsi di ricerca in parallelo, condividendo non solo i temi di analisi, ma anche gli strumenti ed i linguagg.
Questi lavori hanno portato straordinari effetti sull’architettura contemporanea.
Tra le opere in mostra, lavori di: Arata Isozaki, Archizoom, Kiyonori Kikutake, Kisho Kurokawa, Fumihiko Maki, Otaka Masato, Superstudio, Kenzo Tange, UFO; e 2A+P/A, AlphavilleArchitects, DAP Studio, Sou Fujimoto, IAN+, Yamazaki Kentaro, Yuko Nagayama, O + H Architects, OFL Architecture, Orizzontale, Studio Wok, Tipi Studio.

3 gennaio 2017
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Domenica nei musei


Se siete a Roma durante la prima settimana del mese, avete l’ opportunità di visitare i vari luoghi di culto in modo gratuito.
Ecco un elenco dei luoghi della cultura statali:

– Colosseo e Foro Romano/Palatino (ingresso contingentato)
– Domus Aurea (visita al cantiere di restauro, accesso solo con prenotazione obbligatoria on line www.coopculture.it oppure presso il call center dedicato al numero 06 39967700)
– Galleria Borghese (rimane obbligatoria la prenotazione di € 2,00)
– GNAM Galleria Nazionale Arte Moderna
– Museo nazionale Etrusco di Villa Giulia
– Museo HC Andersen, Museo M. Praz, Museo Boncompagni Ludovisi per le Arti decorative e il Costume
– Museo nazionale Romano (Palazzo Massimo, Palazzo Altemps, Crypta Balbi, Terme di Diocleziano)
– Galleria nazionale d’Arte Antica Palazzo Barberini
– Galleria nazionale d’Arte Antica Palazzo Corsini
– Galleria Spada
– Museo nazionale di Palazzo Venezia
– Museo nazionale di Castel Sant’Angelo (ingresso contingentato)
– Museo nazionale d’Arte Orientale “G. Tucci”
– Museo nazionale Preistorico Etnografico “L. Pigorini”
– Museo nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari
– Museo nazionale dell’Alto Medioevo
– Museo nazionale degli Strumenti Musicali
– Scavi di Ostia Antica
– Museo Ostiense
– Mausoleo di Cecilia Metella
– Terme di Caracalla
– Villa dei Quintili
– Villa Adriana a Tivoli
– Villa d’Este a Tivoli

Al MAXXI, ingresso gratuito alla collezione permanente (Galleria 4) per tutti dal martedì al venerdì e ogni prima domenica del mese.
L’ingresso gratuito non comprende sempre la visita alle mostre in corso per le quali sono visitabili comprando l’apposito biglietto.

23 dicembre 2016
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Capodanno a Roma 2017 – Villa Tuscolana

Il Capodanno 2017 passalo nella Villa Tuscolana, situato nel cuore dei castelli romani, è un Capodanno esclusivo in una villa elegantissima e storica con una meravigliosa vista panoramica su Roma, dove poter ammirare i fuochi d’artificio della notte di San Silvestro.
Questa struttura è la location perfetta per passare un Capodanno esclusivo e unico nel suo genere. Il programma prevede un cenone di fine anno con un menù appositamente creato per l’occasione dagli chef del Gran Hotel Villa Tuscolana, per poi proseguire a mezzanotte con un brindisi. Per chiudere in bellezza, ci sarà il finale con spettacolari fuochi d’artificio che illumineranno il panorama mozzafiato e strabiliante sulla Città Eterna.
Dopocena si ballerà con musica disco dal vivo e direttamente da Radio Globo, Dj Set con Massimo Vari che darà il via ad una notte di fine anno straordinaria con musica house e commerciale.
Se state con i bambini, tranquilli! Nella villa c’è un’area riservata ai bambini, in modo da far passare un Capodanno indimenticabile anche a loro.

21 dicembre 2016
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Villaggio di Natale Luneur Roma

Che Natale sarebbe senza Babbo Natale? Venitelo a trovare a Roma!

Fino all’8 Gennaio, al parco Luneur di Roma, è possibile visitare il Villaggio di Natale, un parco che ha preso l’ispirazione dalla casa di Babbo Natale: il Polo nord.
Tale parco ha come obiettivo quello di far divertire grandi e piccini, e di far trasformare quest’ultimi in piccoli aiutanti di Babbo Natale, facendoli sentire come dei veri e propri elfi.
Prima di conoscere Babbo Natale, i piccoli elfi si recheranno nell’ufficio postale, ossia quel luogo dove arrivano milioni di lettere dai bambini di tutto il mondo, e chissà, magari troveranno anche la loro!
Oltre al regno di Babbo Natale è presente anche una pista di pattinaggio di 300mq in cui i bambini possono pattinare e divertirsi. Per i bambini più piccoli nessun problema: se accompagnati dai genitori possono partecipare al divertimento a bordo di piccole foche giocattolo!

Orari:

  • Dal mercoledì al venerdì dalle 12 alle 19.
  • Il sabato dalle 10 alle 20.
  • La domenica dalle 10 alle 19.

E’ possibile acquistare online il biglietto per evitare di fermarsi alle casse www.luneurpark.it.
L’unico ingresso di Luneur Park è in Via delle Tre Fontane 100
proprio sotto la Grande Ruota Panoramica.

29 novembre 2016
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Le Chiese di Roma – Chiesa di Dio Padre Misericordioso

È il 1995, e sono passati solo pochi mesi da quando Papa Giovanni Paolo II annuncia con una lettera apostolica, il prossimo Giubileo, il primo del nuovo millennio. A Roma i preparativi fervono fin da subito, con grossi lavori di manutenzione dell’esistente, e creazione del nuovo. In quest’ottica, viene commissionata quella che verrà ribattezzata la Chiesa del Giubileo ma che nasce sotto il nome di Chiesa di Dio Padre Misericordioso.

La Storia

Sul tavolo organizzativo arrivano progetti da tutto il mondo, ma è quello di Richard Meier a destare più curiosità e allo stesso tempo certezze, vista la caratura dell’architetto americano che ha lavorato dal Texas al Singapore, realizzando progetti del calibro del Museo di Arte Contemporanea di Barcellona, il Getty Museum di Los Angeles e, dopo la Chiesa in questione, anche l’edificio-vetrina dell’Ara Pacis a Roma.

Meier si mette subito all’opera, cercando di amalgamare i canoni architettonici con quelli cattolici, rendendo le strutture portanti i simboli di un’intera religione.

La Struttura e la sua Simbologia

Costruita in 5 anni, dal 1998 al 20013, la Chiesa di Dio Padre Misericordioso è un imponente quanto moderno edificio religioso. Le tre vele (la più altra arriva a 26 metri) sono a simboleggiare la Trinità, e con la loro struttura curva sull’edificio stesso quasi sembrano proteggerla così come la Chiesa come istituzione protegge i suoi fedeli.
Anche la luce, così importante sul piano religioso, diventa fondamentale a livello architettonico: la struttura, nonostante la sua estesa superficie fatta di vetri, non permette al sole di invadere gli interni, ma lo fa affacciare solamente in un preciso momento dei pomeriggi estivi, così che possa illuminare il crocifisso.
La struttura nel suo complesso ricorda una barca, a ricordare il ruolo della Chiesa di vero e proprio traghetto nel tempestoso mare della vita.

Seppure distante rispetto al centro di Roma, la Chiesa di Dio Padre Misericordioso sorge proprio nella periferia della città, uno di quei luoghi in cui il cattolicesimo deve riuscire nel suo intento di luce da seguire, e di barca sulla quale salire.

23 novembre 2016
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Le Chiese di Roma – Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri

Ci sono storie che intrecciano personaggi, aneddoti e coincidenze, e che portano a trame piene di sfumature che vanno da una visione ad un progetto, fino ad arrivare ai giorni nostri con una trama ancora molto attuale. Sono storie come quella che segue, che vedono protagonisti papi, visioni e artisti poliedrici e famosissimi. Storie come quella della Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri.

La Visione di un Progetto

Le Terme di Diocleziano vengono aperte nei primi anni del 300, diventando subito le più grandi e importanti di Roma. Un progetto enorme, che vide la cancellazione di un intero quartiere per fare posto al luogo che avrebbe servito Quirinale, Esquilino e Viminale. Chiuse 200 anni dopo, sono tutt’ora uno dei siti più visitati in Italia.
Poco più di 1200 anni dopo, nel 1562, il sacerdote Antonio del Duca ha una visione: una luce fortissima, bianca più della neve, che da sette angeli partiva per illuminare tutte le Terme di Diocleziano. Sollecitato Papa Pio IV, riuscì a convincerlo ad operarsi per erigere un omaggio ai sette santi (Ciriaco, Largo, Smaragdo, Saturnino, Trasone, Marcello papa e Sisinnio) proprio all’interno delle Terme.
Il pontefice alla fine cedette, e chiamò uno degli scultori, pittori, artisti veri e propri più famosi all’epoca, divenuto una leggenda arrivata fino ai giorni nostri. Un artista che, per dedicarsi al progetto, ne abbandonò momentaneamente un altro nella Basilica di San Pietro. Fu così che entrò in gioco Michelangelo Buonarroti.

La Realizzazione

Michelangelo, da serio professionista quale era, decise di rivedere gli ambienti interni delle Terme senza andare ad intaccare ciò che ne restava ma anzi, cercando di dargli il giusto risalto senza soffocarlo con la nuova costruzione.
Per questo decise di limitarsi a delineare le strutture interne con linee precise, ampliando le navate laterali e lasciando quella centrale più strette, contro le tradizioni dell’epoca ma soprattutto contro i committenti del progetto.
Il risultato è una struttura religiosa che perfettamente si amalgama con lo scenario pagano, dando un senso di completezza, rendendo l’ambiente spazioso ma allo stesso tempo raccolto.

La Basilica Oggi

La Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri ha subito poi ulteriori interventi, anche subito dopo la morte di Michelangelo (grazie a Giacomo del Duca, nipote del sacerdote visionario) e nei decenni successivi. Fu costruito un ingresso classico, ad abside, e rinnovati gli interni seguendo lo stile di Michelangelo, anche se ora l’entrata non esiste più come prima, trasformata in due archi (che rappresentano l’Annunciazione e la Resurrezione), costruiti direttamente in una parte concava delle Terme.
Centrale è anche il ruolo, che ancora mantiene: se in passato è stata utilizzata per il matrimonio di Vittorio Emanuele III di Savoia, da quel momento è diventata una delle Basiliche di Stato, dove vengono celebrati funerali di personaggi importanti, dalla politica all’Esercito.

A due passi da Termini, nel cuore di Roma, questa basilica testimonia l’incrocio di storie, di personaggi, di eventi che tutti insieme formano la Storia maiuscola, a due passi da tutto e raggiungibile sempre.

15 novembre 2016
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Le Chiese di Roma: San Luigi dei Francesi

Lo ammettiamo, questa Chiesa non è forse di quelle meno conosciute, perché in realtà è una delle più visitate di Roma e ruba turisti alla vicinissima Piazza della Rotonda e al Pantheon, grazie alla sua architettura ma soprattutto grazie ai dipinti esposti all’interno. Parliamo della Chiesa di San Luigi dei Francesi.

La Storia

La comunità francese a Roma, già molto ampia secoli fa, aveva già fino al 1500 la propria cappella nei pressi di Sant’Andrea della Valle, ma decise di scambiare alcuni suoi possedimenti fuori Roma, inclusi nell’abbazia di Farfa, con una nuova cappella dove costruire la loro prima, vera chiesa. Domenico Fontana venne incaricato dei lavori, grazie alla sua enorme fama ed alle sue di maestro della scienza della statica: praticamente tutti gli obelischi presenti nelle più famose piazze di Roma (da quello Vaticano in piazza San Pietro a quello Lateranense nei pressi della Basilica di San Giovanni) sono stati installati grazie ai suoi studi e alla sua predisposizione a questo tipo di logistica architettonica. Grazie anche alla disponibilità culturale ed economica di Caterina de’ Medici, la chiesa fu pronta in poco tempo e consacrata l’8 Ottobre 1589.
Il nome, nonostante la chiesa sia dedicata e per l’appunto consacrata alla Maria Vergine, a San Dionigi l’Areopagita e al re San Luigi IX, è conosciuta principalmente per quest’ultimo personaggio.

Il Caravaggio

La chiesa è un continuo rimando alla simbologia e alla storia francese, con rappresentazioni sotto forma di statue di Carlo Magno, Santa Clotilde e lo stesso San Luigi, oltre alle tombe di Pauline di Beaumont e quella del cardinale François Joachin de Bernis. E se avanzando tra le varie cappelle possiamo notare un dipinto del Domenichino e una copia della Santa Cecilia di Raffaello eseguita da guido Reni, è l’ultima angolo a sinistra a destare meraviglia, stupore e, che si sia credenti o meno, anche molta devozione.
Possiamo infatti trovare qui tre quadri del Caravaggio, tre delle sue opere più famose e belle: San Matteo e l’Angelo, il Martirio di San Matteo e la Vocazione di San Matteo.

San Luigi dei Francesi è un classico esempio di chiesa che abbonda di richiami -ovviamente- religiosi, ma che può fare la gioia di ogni turista e romano in cerca di un piccolo museo avvolto nel silenzio e nel mito.